I rifiuti RAEE sono ormai parte della vita quotidiana di ogni famiglia e di ogni azienda, ma non sempre è […]
I rifiuti RAEE sono ormai parte della vita quotidiana di ogni famiglia e di ogni azienda, ma non sempre è chiaro come funzioni il loro smaltimento, né quali materiali preziosi si nascondano dentro un vecchio elettrodomestico.
In questa guida vediamo cosa sono i RAEE, come vanno gestiti correttamente e cosa si può effettivamente recuperare da questi rifiuti.
L'acronimo RAEE sta per Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche: rientrano in questa categoria tutti i dispositivi il cui funzionamento dipende dalla corrente elettrica, da campi elettromagnetici o da batterie, una volta dismessi perché rotti, obsoleti o non più utilizzati. Si va dai grandi elettrodomestici come frigoriferi e lavatrici, ai piccoli apparecchi come frullatori e rasoi elettrici, fino a TV, computer, smartphone, lampadine a LED e persino pannelli fotovoltaici.
Si tratta di rifiuti speciali, spesso non biodegradabili e potenzialmente tossici per l'ambiente: al loro interno possono trovarsi sostanze pericolose come piombo, mercurio e gas fluorurati, che rendono indispensabile un trattamento specializzato. Per questo motivo i RAEE si riconoscono facilmente dal simbolo del bidone barrato riportato sull'etichetta, che indica il divieto di conferimento nei rifiuti indifferenziati.
La normativa italiana di riferimento, il D.Lgs. 49/2014, distingue due macro-categorie:
I RAEE domestici, a loro volta, si suddividono in cinque raggruppamenti in base al tipo di trattamento richiesto:

Lo smaltimento dei RAEE non può avvenire insieme ai rifiuti urbani ordinari: la legge impone una raccolta differenziata dedicata, con l'obiettivo di ridurre al minimo il conferimento di questi rifiuti nell'indifferenziata e di sottoporli a un trattamento adeguato.
Per i privati, i canali principali sono tre:
Per le aziende, invece, la gestione dei RAEE professionali richiede in genere l'intervento di operatori autorizzati, che si occupano di ritiro, trasporto, stoccaggio temporaneo e trasferimento ai centri di trattamento, nel rispetto della normativa su tracciabilità e formulario dei rifiuti.
Una volta raccolti, i RAEE vengono raggruppati per categorie omogenee e inviati agli impianti di trattamento, dove ogni raggruppamento segue un processo dedicato: gli apparecchi vengono smontati, bonificati dalle sostanze pericolose e infine avviati alle diverse filiere di recupero dei materiali. Per un approfondimento sulle categorie e sulle modalità di conferimento, è disponibile anche una guida aggiornata al 2026 dedicata ai privati.
Uno dei motivi per cui la gestione corretta dei RAEE è così importante è che questi rifiuti, oltre a contenere sostanze da trattare con cura, custodiscono anche materiali di valore che meritano di essere recuperati invece che dispersi.
Dal trattamento dei RAEE si possono ottenere:
Al tempo stesso, il trattamento specializzato consente di isolare in sicurezza le sostanze pericolose contenute nei RAEE — come i gas refrigeranti nei frigoriferi o il mercurio nelle lampade fluorescenti — evitando che vengano disperse nell'ambiente durante lo smaltimento.
Rigotti collabora con i principali consorzi di filiera per garantire una gestione rifiuti sicura e conforme alla normativa. Se la tua azienda ha bisogno di supporto per lo smaltimento di RAEE professionali o di altri rifiuti speciali, contattaci: il nostro team è a disposizione per una consulenza dedicata.
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