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FIR: cos’è e cosa cambia con il RENTRI nel 2026

Pubblicato in data Giugno 10, 2026

Il FIR, Formulario di Identificazione Rifiuti, è uno dei documenti più importanti nella gestione dei rifiuti aziendali, perché serve a tracciare il percorso del rifiuto dal luogo in cui viene prodotto fino all’impianto di recupero o smaltimento.

Dal 13 febbraio 2026, però, il Fir cambia formato. Il Formulario Identificazione Rifiuti diventa digitale e va compilato attraverso il RENTRI, Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, nato per digitalizzare i documenti legati alla movimentazione e al trasporto dei rifiuti.

Insomma, il FIR non scompare, ma cambia veste.

Che cos’è il FIR: Formulario Identificazione Rifiuti

Il FIR è il documento che accompagna il trasporto dei rifiuti e indica con precisione diversi dati che attengono al produttore, al trasportatore e al centro di smaltimento. Non è un documento che riguarda i privati, ma per lo più le aziende e gli artigiani che a vario titolo producono rifiuti speciali, sia pericolosi che non.

Ad esempio, la tracciabilità dei rifiuti attiene alle officine meccaniche che smaltiscono oli esausti, alle aziende che devono farsi carico della gestione dei rifiuti industriali, alle fabbriche che producono scarti metallici o alle imprese edili che smaltiscono materiali di risulta. 

Nonostante alcuni servizi alla persona, come parrucchieri ed estetiste, possano produrre rifiuti considerati pericolosi per l’ambiente, questi sono esonerati dal produrre il FIR, così come lo sono le aziende agricole con un volume d'affari inferiore a 8.000 euro

fir formulario identificazione rifiuti

Come compilare il FIR

La compilazione del FIR, non può essere lasciata al caso, anche perché in caso di omissioni o errori, la responsabilità viene ripartita in egual modo tra produttore, trasportatore e destinatario

Le sezioni principali riguardano:

  • dati del produttore del rifiuto, quindi gli estremi di chi ha prodotto materialmente il rifiuto.
  • dati del trasportatore, ovvero il nominativo e le autorizzazioni dell’operatore autorizzato al trasporto.
  • dati del destinatario, cioè l’impianto di recupero o smaltimento che riceve il rifiuto.
  • descrizione del rifiuto, con codice EER/CER, e indicazioni su quantità, stato fisico e caratteristiche.
  • data e percorso del trasporto.
  • firme dei soggetti coinvolti.

Compilare il FIR richiede la massima attenzione, anche perché, in caso di sviste, si può andare incontro a sanzioni amministrative e contestazioni ambientali. Gli errori più comuni riguardano codici rifiuto non corretti, dati incompleti, firme mancanti o informazioni non aggiornate sul trasportatore e sull’impianto di destinazione.

Le novità 2026 per il FIR, Formulario Identificazione Rifiuti

E adesso veniamo alla novità del 2026. Come abbiamo accennato, dal 13 febbraio 2026, il FIR è diventato digitale, e non più cartaceo, e va quindi compilato attraverso il RENTRI. Per la compilazione, dunque, ci si può avvalere di sistemi gestionali che dialogano con la piattaforma o direttamente online, entrando nel portale

In ogni caso, in questa prima fase transitoria, per alcuni rifiuti si potrà ancora compilare il FIR cartaceo. È importante sapere, però, che il formato scelto dal produttore determina la modalità di gestione per tutta la filiera. Insomma, se il FIR nasce digitale, anche trasportatore e destinatario dovranno gestirlo digitalmente, mentre se nasce cartaceo, tutta la filiera seguirà il formato cartaceo.

Per capire quale modalità utilizzare, ogni azienda deve quindi valutare diversi aspetti, come la tipologia di rifiuto, il numero di dipendenti e l’eventuale obbligo di iscrizione al RENTRI.

Se hai qualche dubbio o vuoi capire meglio come gestire la parte operativa, contattaci: ti aiuteremo a far luce su una tematica che ha, sì, a che fare con la burocrazia, ma che in fondo attiene solo al nostro senso di responsabilità ambientale.

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